domenica 7 marzo 2010

the sunday of Nairobi

"Regrets / I have a few / but then again / a few to mention"

My Way - Franck Sinatra, Elvis Presley ed altri

Pensavo che sono felice. Grato della vita che ho, non so bene a chi devo essere grato, ma sono felice. Dei posti che vedo, della luce che vedo, delle persone che ho conosciuto, che
conosco, che stanno con me ed io con loro. Le anime belle e brutte, quelle coi capelli e quelle calve. Piu' ci penso -specialmente a sera- e piu' sono felice. Dei miei figli, del male che ho fatto agli altri e di quello che mi sono fatto -del bene che mi faccio e dei miei gusti musicali. Sono incazzato, ma sono anche tranquillo, sono allegro ed un po' tutto. E' un po' presto (spero) per tirare le somme. Pero' a questo punto, in questo istante sono felice, senza particolari motivi nuovi o sorprendenti.

...ed un mini reportage di 3 foto su cio' che faccio piu' spesso: casa -aeroporto e ritorno.




sukun / January 2010

domenica 28 febbraio 2010

paris y a longtemps maintenant

I'd rather be the devil / that t' be that woman' man

Skip James



sukun / paris, 2006

un dimanche tout seul chez moi, comme il y en avait pas eu depuis un sacre’ moment. Je voulais faire enormement de choses, j’ai commence’ tot. Et puis en fait, vers 14h j’avais rien, mais alors rien fait. En revanche j’etais rentre’ dans mes archives, chercher des vieilles photos: tres mauvaise idee. "Faut sortir", que je me dis.

J'ai donc prima ma moto et deux polaroids et je suis sorti prendre qqs photos. J’ai roule’ tout doucement en grimpant les collines et en evitant soigneusement tous les trous dans la route. J’ai respire’ a’ plein poumons le vert gris de l’equateur.

Et puis le soleil de l'equateur s'est cache' derriere un ocean de nuages menacants. J’ai rebrousse’ chemin, et me voici, a’ nouveau, a’ regarder mes anciennes photos…

Si vede ch’era destino era... e mo sono qui che mi rovino di biscotti. Disdetta.


giovedì 25 febbraio 2010

AAA- Altrove cercasi


sukun collage / (C) 2002-2006


Oggi non ho voglia. Non ho voglia e basta. Piu' ci penso e piu' non ne ho voglia.

Ripenso agli anni all'Universita', quando non avevamo voglia e vagavamo per le strade di Bologna o di Parigi.Non avevamo voglia e guardavamo in giro. Parlavamo alle ragazze, o delle ragazze (soprattutto quest'ultima cosa). Guardavamo i libri nelle vetrine o bevevamo il caffe', e poi ad una certa ora l'aperitivo, e poi le birre, e poi il vino e poi eravamo ubriachi.

Oggi non ho proprio voglia -anche se dovrei.

Ripenso a tutto quello che ho fatto, e non ho fatto -a "chi sono, cosa rappresento?", la domanda di base del mio dottorato in sociologia, che giace ancora incompleto sugli scaffali pieni di libri e carta sprecata. La risposta e' dentro di me, che pero'.... e' sbagliata!

Oggi mi girano, semplicemente.

Le foto, qui sopra, messe insieme tempo addietro. Sono io, sono quello che sono stato, quello che saro', quello che credevo essere e non ero -piu' quello che speravo essere e non sar' o non sono stato mai. In sociologia questo si chiama processo di 'individualizzazione'.

Per quanto mi riguarda si chiama esaurimento emotivo e motivazionale. Oggi non ho voglia.

martedì 23 febbraio 2010

Welcome to the first RES PÚBICA

sukun / 2010


Tanto vale dirlo subito.


C'e' stata la prima Repubblica. Poi la seconda Repubblica. Non aspettiamoci la terza, perche' siamo andati oltre, senza accorgercene.


Adesso siamo infatti alla prima
RES PÚBICA

La Cosa
Púbica e' cio' di cui meglio ci occupiamo, che meglio ci occupa, e spesso pre-occupa, tutto il resto e' contorno, sovrastruttura, decoro, ombre della caverna.non ci sono piu' donne e uomini, buoni o cattivi. Siamo Esseri Pubici che deambulano. Se Darwin non ha sbagliato proprio tutto, fra poco potremo risparmiare soldi e comprarci solo le mutande.

Ecco. Se fosse vivo Rino Gaetano, "Nun te Reggae Chhiu'" potrebbe durare 40 minuti. Non finirebbe mai. Anche perche', a parte Emanuele Filiberto, Berlusconi, Pupo, Bersani, Lapo Elkann, Bersani, Di Pietro, Fini, Rosy Bindi, Bertolaso, veline, fisioterapiste, lecchini, lacche', leccaculo, pigliainculo, servi, schiavi e caravan serai, Corona, Isola dei Famosi, Isola dei Falliti, riforme, par-condicio, falsi invalidi (sic!), scandali/favori sessuali, favori professionali, favorisca il permesso di soggiorno, Co.Co.Co. ecc. ecco a parte loro, anche alcuni personaggi della canzone originale saranno forse ancora vivi o quasi.

Ma la domanda e' retorica. Quella vera e' un'altra: esisterebbe un Rino Gaetano in questa Res
Púbica?

sabato 13 febbraio 2010

at least I am not drunk

"Sogno di un mondo dove si muore per una virgola"
Cioran


La frase senza virgola, scritta dallo Zar, prese alla lettera Cioran:

"Liberare impossibile giustiziare"

Nel dubbio credo che il poveraccio lo abbiano poi giustiziato.

E poi oggi, ancora:

Almeno non sono ubriaco, ancora.
Almeno non sono vecchio, ancora.
Almeno non lo saro' mai.
Almeno forse stasera esco.
Almeno ho un posto dove tornare, poi.
Almeno so scrivere, anche se non so bene cosa dire.
Almeno lo so dire, se so cosa voglio dire.

Ecco. Mi sa che per oggi il futurismo basta e avanza.



sukun in Antananarivo / 2010

giovedì 11 febbraio 2010

mitopoietica delle cose vecchie

mythopoeia |ˌmiθəˈpēə|
noun
the making of a myth or myths.

da qualche anno vi giravo intorno, non mi ero semplicemente mai dilungato sul suo valore. Sono ancora convinto che la quantita' di informazione visiva sul web sia l'antifotografia, un non valore. Come andare ad un bancomat, come un autogrill: non luoghi, non informazioni.

Poi oggi, colpa di una giornata particolarmente deludente al lavoro, ci ho perso un po' di tempo. Ed ho scoperto una miniera di immagini fantastiche. Una specie di Eden visivo.

Si chiama polanoid.net

Migliaia di polaroid. Migliaia. Migliaia. Bellissime immagini. Ho proposto timidamente alcune delle mie, e poi mi sono perso come guscio di noce nell'oceano dell'offerta incredibile, violenta, di bellezza.

Ma cosa fa' il mito di queste immagini, pertanto digitali visto che scansionate? E' il fatto che sono specchio di un'epoca rivolta, ombre della caverna? Questo, non me lo so spiegare, e rimango basito a guardare la bellezza di queste migliaia e migliaia di foto.

Forse ci sono: l'esistenza, remota, di una stampa, di un pezzo di carta, di un negativo in altri casi, che ci mette al riparo dalla tirannia aleatoria digitale. Se non son numeri binari, quelle foto esistono davvero.

E cosi', senza di soluzione di continuita', ecco qualche foto non-polaroid, ma pur splendido bianco e nero (il bianco e nero, non le mie foto), scattate con una leica, in novembre 2009. I negativi li sto guardando adesso. Cosi' neri, fragili ma solidi.

Rift Valley, Sukun / 2009

Rift Valley, Sukun / 2009

Narok / Sukun 2009


Masai Mara / Sukun 2009

Masai Mara / Sukun 2009

Athi river / Sukun 2009

Masai Mara / Sukun 2009

sabato 6 febbraio 2010

facce luoghi opportunita probabilita

"- mamma bisogna reagire! Se moriro', moriro' come il babbo!
- qui?
- Eh! Come il babbo!... bisogna reagire"

Non ci resta che piangere

Reagire, bisogna reagire, ecco! Dopo aver accettato la morte di 33 giga di foto, elaborato il lutto e fatto un rutto (licenza poetica) stasera, da solo in casa, ho messo mano allo scanner e ho lavorato ad un po' di foto. Bisogna reagire...
piramidi di Giza, Egitto / Sukun 2008

ranger in Crescent Island, Kenya / Sukun 2007

Mumbai / Sukun 2009

El Cairo / Sukun 2008


Mumbai / Sukun 2009

Buenos Aires /Sukun 2006

venerdì 5 febbraio 2010

"In Italia ci sono due re: un re è Berlusconi, l'altro re è il Papa.
Berlusconi comanda l'Italia, il Papa comanda gli italiani"
(Lili, 9 anni, Cina)


Geniale lucidita' analitica di Lili, da far sentire Bobbio -pace all'anima sua- un decerebrato politico.

Io per conto mio sono alle prese con la ricaduta della pessima notizia al ritorno dal Madagascar: tutte le foto che avevo nel computer, tutte dico, sono scomparse e non possono essere recuperate. Cosi' mi ha detto il tecnico (?).

Sparite, annichilite, sublimate o, piu' esattamente, dissolte in binomi di numeri ordinati come gli e' parso meglio al mio computer. E non piu' visivamente intelligibili.

Emozioni, facce, luoghi, instanti, masse di colore, ricordi, speranze, pensieri, vite -vivi o morti quei soggetti?. Tutto riassorbito nel maelstrom del disco duro, che non capisco perche' si chiami cosi' se poi le cose possono sparire da esso come tanti piccoli escrementi sciacquati dal w.c.

Forse un giorno ritrovero' 33 giga di foto digitali insieme
al coccordillo bianco delle fogne di Calcutta



domenica 24 gennaio 2010

Madagascar II

passa 'o tiempo e cche fa'? / tutto cresce e se ne va
passa 'o tiempo / e nun vuo' bbene cchiu'
voglio 'o sole / pa' m'ascciutta'
voglio 'n ora / pa' mm'a ricurda'
Alleria
pa' nu momento te puo' scurda
che hai bisogno d'alleria / quant'hai sufferto o' sape solo Dio
e saglie la voglia d'allucca'
che nun c'azzicc' niente tu / volevi solamente da'
l'alleria se ne va'

[...]


Pino Daniele, Alleria


Oggi, Sabato, ho preso un giorno un po' per me. Mi sono svegliato (relativamente) tardi, ho letto il giornale con le solite crisi e contro-crisi e sono uscito per strada. Sono andato al mercato a cercare vaniglia e cannella da aggiungere al Rhum Arrange'.

Sono andato a farmi fare dei timbrini, di cui qui sono maestri (fra le tante cose). Sono timbrini deliziosi, intagliati nella gomma dura, con i disegni e le scritte che uno chiede. Io mi sono fatto fare dei timbrini con su scritto SUKUN PHOTOGRAPHY, per numerare le stampe. Ed altri timbrini.

Poi ho comprato delle macchinine di latta riciclata - veramente fantastiche (foto Routard).

Poi e' successo che io sono diventato piccolo piccolo, o la macchina 2Cavalli e' diventata grande grande e abbiamo sceso le 12 colline di Antananarivo con il motore spento per risparmiare benzina. Dal soffitto a soffietto entrava aria, e c'era il sole, ed io non pensavo piu'.

Siamo diventati leggeri ed abbiamo cominciato a volare. Veramente non c'era piu' differenza fra la latta della birra THB della macchinina ed il mio taxi, vuoto e traballante come alluminio sconsolato.

Ero diventato un omino ed ero leggero. Il vento ed il caldo si introfulavano sotto i vestiti. Ed io ero leggero.



(foto da Internet/google)

martedì 19 gennaio 2010

Madagascar

I like you moving, moving! / I Like you, MOVING!

Non vedo pinguini psicopatici in giro -ma un sacco di gente sorridente. Ho scoperto da poco che c'e' la peste endemica qui -quella bubbonica si, quella di Manzoni- dopo aver visitato un bel po' di posti con i ratti morti qui. Mi sento grattare dovunque ovviamente: inizio della peste?

A parte questo tutto ok, primi 3 giorni, di nuovo, in quel di Antananarivo -non e' uno sciogli lingua, e' solo il nome piu' semplice che c'e' da pronunciare. L'ultima volta che c'ero stato c'erano meno case, e la gente era piu' rilassata, ora pare che ci debba essere una rivoluzione ad ogni battito d'ala di piccione. E qui piccioni non e' ho visti, quindi complessivamente bene ed al sicuro.

Prossime nuove -se poi gliene frega a qualcuno oltre a me- prossimamente.

baci e abbracci, da Tana. Sukun

sabato 9 gennaio 2010

La Repubblica on-line riporta:

"Liberato" il Comune. Nel frattempo è stata tolta l'occupazione che una decina di abitanti di Rosarno stavano attuando nel comune per chiedere l'allontanamento degli immigrati che vivono nel paese. Una decisione presa dopo l'inizio dei trasferimenti che porteranno, entro 48 ore, all'allontanamento di tutti gli immigrati da Rosarno.

Ancora una bella vittoria del razzismo -o delle mafie varie-, nel bel paese di merda che stiamo diventando.

venerdì 8 gennaio 2010

Orgia di Polaroid

Christmas-break has been, as always is, a tribute to consemurism, an hymn to everything but peace and love.

We all have our own way to consume and of course mine was... weird: an orgy of useless old Polaroid cameras. Very little money for high value, I say.

Adesso mi serve solo un'altra vita e mezza, per usarle tutte.















venerdì 18 dicembre 2009

polaroid/so, this is Christmas?

I'm posting here some polas from these last two years, which I have already posted somewhere else.

Why? Because they have stolen my Polaroid and I've myself destroyed another one (forgot it on the roof of my car...) No more polas then, which is unacceptably hard to live with.

So: guess what am I going to get for Christmas, this year?

Ed allora via alla caccia su e-bay! In effetti so dell'esistenza di Polaroid in famiglia. Ed anche se nessuno le usa, queste eredita' sono sacre -e quindi non me le danno da usare... Vabbe che poi me le faccio fregare o le dimentico sul tetto della macchina... pero' parenti/serpenti.




and nope, this is not my Grandpa -it's me.

giovedì 10 dicembre 2009

luce

aspettami / oppure dimenticami


siamo usciti per un giro a vedere gli 'animaletti' questo fine settimana. 7 ore di strada, arrivati alle 8 di sera, notte fonda, dopo due ruote bucate -a parte questo buona strada. Poi, un pomeriggio, e' venuta fuori quella luce indescrivibile che solo chi ha visto, capisce. Ed ero felice.




Sukun 2009

sabato 5 dicembre 2009

Si stava meglio quando si beveva peggio

Osteee!!

Portace n'artro litro,
che noi se lo bevemo,
e poi ja risponnemo
embe', embe', che c'è?

E quando er vino, embe',
ciariva ar gozzo, embe',
ar gargarozzo, embe',
ce fa n’ficozzo, embe'.

Pe falla corta, per falla breve,
mio caro oste portace da beve,
da beve, da beve, zan zan.

Si dice che invecchiando si apprezzino cose piu' raffinate. Il nostro palato si affina, i nostri gusti diventano piu' capricciosi a mano a mano che noi diventiamo piu' esigenti. Si riconoscono le sfumature e si diventa insofferenti all'approssimazione.

Stronzate.

Invecchiando si accumulano generalmente piu' soldi, e con essi si crede di poter accedere ad uno stato superiore di qualita'. E basta. Lo dice anche la parola: "apprezzare", dare un prezzo. Non ricordo di aver mai provato piu' piacere con una bottiglia da 18 euro, che con la vinaccia in caraffa che si beveva in Osteria per nottate intere a colpi di 2000lire (da buttare giu' con le MS, che avevano il sopraffino merito di bruciarti le papille gustative).

Chi si sarebbe mai sognato, tra amici, di dire una cosa tipo: "hmmm, Gianni, portaci un'altra caraffa di questa vinaccia che apprezzo molto" (a parte a prendere il rischio che Gianni ci sputasse dentro).

Piu' precisamente, non si tratta di accumulare soldi e basta. Si tratta di invaghirsi con l'idea che ad un prezzo dato corrisponda un piacere maggiore. E finire pure per crederci. O, peggio, obnubilarsi con la convinzione che prima avevamo tempo, che le cose cambiano e che i doveri...

Ricordo una sera che bevemmo birra scura e producemmo, nello stesso bicchiere, birra chiara. Ricordi... ma se cominciamo cosi' perdiamo il punto. In poche parole, quello che voglio dire e': ridatemi la vinaccia e gli amici, ed io restituisco tutti i soldi che ho rubato.