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sabato 3 ottobre 2009

Risorante al termine dell'Universo




Una frase riportata da Perec sul suo nuovo blog mi ha fatto pensare al capolavoro indiscusso (perche', qualcuno vuole discuterne?) di Douglas Adams, che fa' appunto parte della Guida Galattica per Autostoppisti, la trilogia in cinque parti.

Si chiama Ristorante al Termine dell'Universo.

Ed e' un'altro libro che mi ha segnato la vita. L'ho scoperto tra gli scaffali di mio padre, quando avevo forse 15 anni. Era il numero 968 di URANIA, 15 Aprile 1984, pero' edito gia' nel 1980. Dopo quello, pochi libri hanno piu' avuto senso (se si considera che il libro piu' recente di cui parlo qui e' forse di Celine...no mentira, c'e' Q di Luther Blisset).

Niente e' mai stato scritto ne' cantato (inutile citare Elio e le Storie Tese) di piu' divertente. A parte le cazzate di Berlusconi, ma io parlo di fantascienza e non di realta', purtroppo.

Una sola citazione vale la lettura di tutto il libro: l'antenato morto di Zaphod dice a Zaphod: "Qui da noi [i morti, NdR] abbiamo un detto: 'la vita e' sprecata coi vivi'".

Meglio di cosi' c'e' solo Pedro Paramo di Juan Rulfo, pero' quello e' triste.

Ecco una breve sinossi, per invogliare il lettore sfaticato:

Arthur Dent, Ford Prefect, Trillian, e Zaphod Beeblebrox hanno appena lasciato Magrathea, quando vengono attaccati da una nave Vogon. Vengono salvati da un antenato di Zaphod, Zaphod Beeblebrox Quarto, ma Zaphod e Marvin l'androide paranoico svaniscono inspiegabilmente, per riapparire presso gli uffici della Guida. Cercano Zarniwoop, che è in crociera intergalattica nel suo ufficio.

Quando lo incontrano, dopo numerose avventure che comprendono robot, strani pianeti e il Vortice di Prospettiva Totale che si trova sul mondo "B" di Ranonia, Zaphod si ritrova un modellino dell'astronave "Cuore d'Oro" nella tasca della giacca. Il modellino si espande fino a ridiventare la vera nave, con i suoi occupanti, che finalmente possono andare a cena al Ristorante al Termine dell'Universo (dove Zaphod aveva promesso di portarli alla fine del libro precedente).

Il ristorante si pone alla fine dell'Universo in senso temporale: gli avventori possono gustarsi lo gnaB giB, cioè il Big Bang alla rovescia.

Dopo cena rubano una nave per sfuggire agli inseguitori, ma questa si rivela essere una "Stunt Nave" destinata a tuffarsi in un sole come effetto speciale a conclusione di un concerto rock della band "La Zona Del Disastro" di Hotblack Desiato.

La cabina di teletrasporto della nave non ha i comandi (gli unici esistenti sono pulsanti neri, con diciture nere illuminati da luce nera), quindi gli occupanti si devono affidare al caso per salvarsi. Arthur e Ford si ritroveranno su una nave golgafrinchiana (l'arca "B") che si schianterà sulla Terra preistorica, Zaphod e Trillian sulla Cuore d'Oro, che, al comando di Zarniwoop, continua la sua missione: trovare chi governa l'Universo. Il povero robot Marvin dovrà restare sulla nave per far funzionare il teletrasporto.


venerdì 18 settembre 2009

Geneva mon amour

sei nell'anima/e li' ti lascio per sempre
Gianna Nannini, Sei nell'anima




Dal giappone di Mishima, Gundam e cessi ultratecnologici riscaldati con getto d'acqua incorporato, eccomi a Ginevra. Il Truman Show continua. Ginevra Ginevra Ginevra... hmmm, mi viene in mente solo il capolavoro di Luther Blisset "Q"


[... ] Ho lottato [...] al fianco di uomini che hanno creduto davvero di porre fine all'ingiustizia e all'empietà sulla terra. Eravamo migliaia, eravamo un esercito. La speranza si infranse nella piana di Frankenhausen, il quindici di maggio del 1525. Allora abbandonai un uomo al suo destino, alle armi dei lanzichenecchi. Portai con me la sua sacca piena di lettere, di nomi e speranze. Oltre al sospetto di essere stati traditi, venduti alle schiere dei principi come un gregge al mercato -. È ancora difficile pronunciare quel nome. - Quell'uomo era Thomas Müntzer. Non lo vedo, ma percepisco lo stupore che lo assale, forse l'incredulità di chi pensa di avere davanti uno spettro.
La sua voce è quasi un bisbiglio: - Davvero hai combattuto con Thomas Müntzer...?

- Luther Blissett, Q


Non ne saprei dire piu' e meglio di quanto si trova qui, e quindi vale solo come consiglio per gli acquisti, e comunque uno dei pochi libri degli ultimi anni (10 anni?) che valga la pena leggere davvero, e che vanno nello scaffale insieme a Molloy di Samuel Beckett, Le Voyage di Celine e Fame di Knut Hamsun. Sorprendentemente due collaborazionisti e Luther Blisset sullo stesso scaffale. Che casino.


Comunque, non c'e' da stupirsi: non ho ancora digerito il Giappone e gia' mi trovo qui a Ginevra, in partenza di nuovo. Ma la piadina, la fanno a Vilnius?



venerdì 21 agosto 2009

all'africa, all'africa!

Não deixa essa mulher te levar / Você não sabe a responsabilidade que dá

Krioula - Clube do balance


woman in India, Mumbai - sukun 2009




diciamo che Ryszard Kapuściński sta all'Africa come Tiziano Terzani sta all'Asia. Dico bene 'sta' al presente perche', anche se entrambi sono partiti da poco per il lungo viaggio, restano semplicemente fondamentali per chi si avvicina a questi grandi universi (continenti?). Non e' un caso se in Wikipedia stanno vicini vicini, con links nelle prime righe.

Certo, Kapuscinski ha scritto molto anche del Salvador, ed altri felici paesi nei quali io ho la fortuna di lavorare. Certo, e molto altro. Ma per me e' e rimane l'unico osservatore sereno e rispettoso di questa galassia che chiamiamo Africa.

Il suo libro per eccellenza sull'Africa e' Ebano, ma a me piace particolarmente Another Day of Life, sull'Angola. E' il titolo che mi e' rimasto da sempre impresso. Perche' suona cosi' vero, per chi vive in questa galassia africana.